Consigli per l’ascolto
a cura della redazione del sito ivanofossati.net

Sono i dischi che amiamo e che ci piace poter condividere con i "naviganti" della rete.
Gli album che consigliamo ai nostri amici più cari.





Federico Sirianni
"Dal basso dei cieli"


Lo vedi quasi sempre col cappello sulla testa e il bicchiere mezzo vuoto in mano. Racconta di essere nato su un taxi, nella sua Genova. E' cresciuto suonando con amici come Max Manfredi e Cristiano De Andrè, nei vicoli delle puttane, degli alcolizzati, dei compagni di strada. Da anni vive a Torino, tra i Murazzi e San Salvario.
Federico Sirianni è un artista dalla voce roca che passa dalla chitarra al pianoforte, che suda e si/ci diverte, che racconta storie di vita, spesso ai margini, a volte disperate, sempre con ironia e tanta complicità. Ama Tom Waits ma anche il Messico, Marsiglia e i Balcani. Ricorda un po' il primo Capossela... ma solo perché hanno gli stessi gusti per certa musica e quel modo di vivere.
Il suo "Dal basso dei cieli" è un disco piacevolissimo, suonato molto bene e carico di vitalità.
TP

Edel 2006 (nei negozi di dischi o sul sito: http://www.uprlabel.com  Euro 10,00)
http://www.federicosirianni.com




Lalli & Pietro Salizzoni - Élia

Lalli & Pietro Salizzoni
"É
lia
"

In tanti hanno cercato di dimostrare che la poesia e la canzone sono diverse per tipologia, metodo, realizzazione. Eppure qualche volta la divisione fra le due espressioni quasi scompare. E’ sicuramente il caso di Élia, nome che si sono dati Lalli e Pietro Salizzoni, cantante intensa e raffinata lei, musicista sensibile ed efficace lui. E il loro nuovo progetto insieme è una magia di testi intimi e sussurrati, musiche originali e ottimamente suonate; un disco avvolgente, incantevole, piacevolissimo. Sia quando le parole sono prese in prestito da Cesare Pavese o da Marguerite Duras, sia quando è il loro talento a creare armonie e immagini alte e profonde.
Un album da consumare, lasciandolo scivolare attorno e dentro di noi. Un'opera di rara bellezza, che si arriva ad amare e fare propria. Un piccolo gioiello, distribuito a 10 euro: come lasciarselo sfuggire?
DB

Il Manifesto 2006 (nei negozi di dischi e nelle librerie Euro 10,00)
http://www.lalli-info.it



Vinicio Capossela - Ovunque proteggi

Vinicio Capossela
"Ovunque proteggi
"

Per un caposseliano della prima ora come me e' stato come entrare in uno di quei vecchi negozi di spezie dai soffitti a cassettoni e dagli interni in legno dove ti assalgono burrasche olfattivo-cromatiche e cominci a salivare di gusto e disgusto senza capire un fico secco di quello che accade realmente. Ma ti piace, ti stuzzica: allora esci e rientri le volte necessarie per mettere a fuoco via via la baraonda sensoriale. Il risultato e' rimanere rapiti da un disco dal suono disomogeneo per scelta e valore che al riascolto ti traccia come la puntina di un vecchio giradischi: la musica sfila via e tu giri con essa, metti a fuoco rimandi, parole, citazioni, strumenti e voci improbabili.
Da subito potra' non piacere, sicuramente potra' risultare un papiro poco leggibile, un vino dal sentore ostico, un sentiero sdrucciolo che ti distrae dal paesaggio ma il genio esce, stropiccia le carte dell'indugio e si fa suono, parola, verso (nel senso gutturale) in tutta la sue meraviglia! 
Insomma bisogna avere un poco di fede ed andare oltre le prime emozioni, la stessa (fede) che a suo modo Vinicio srotola e balugina in alcune tracce della lista.
Lasciatevi cullare, come naufraghi sulle onde dell'oceano-universo Capossela che da qualche squarcio in cielo prima o poi apparira' la Santissima che ovunque... protegge ed accoglie lo Spessotto che e' in noi ed il Nutless che finalmente si sgancera' dalla terra per riprendere il volo.
Un disco coraggioso, ed il coraggio va premiato... con l'ascolto!
FD

Warner Music / Atlantic 2005
(nei negozi di dischi)
http://www.corvotorvo.com



Pino Marino - Acqua luce e gas

Pino Marino  
"
Acqua Luce e Gas"

Mi hanno regalato, giorni fa, in anteprima, un piccolo oggetto quadrato con dentro un piccolo oggetto rotondo apparentemente innocuo. Ci sono dischi bellissimi che capitano nel momento sbagliato. Ci sono dischi sbagliati che capitano al momento giusto. Dischi  improbabili che al momento non significano niente ma che probabilmente scoprirai  soltanto molto tempo dopo. Per me un disco è bello e vale molto di più quando è la prima cosa che infili in borsa - anche prima delle chiavi di casa – per portarlo con te ovunque.  Quando, uscendo dall'ufficio, è la prima cosa da mettere in borsa per essere sicura di poterlo riascoltare a casa. E vai avanti così - un mese? due? - fino a che diventa un po' del tuo quotidiano, un fotogramma, l'ora e il qui di un preciso momento di dentro che così poco ci piace che si veda da fuori... 
Acqua Luce e Gas è, per me, sicuramente tra questi. Forse perché ha la discrezione di un momento molto personale, l'ironia di un passaggio di tempo molto collettivo. Forse perché ti ricorda che si può fare ottima musica anche solo con il buon senso del gusto e della misura. Perché dietro alla semplicità  degli accordi ci leggi ancora il candore di chi la musica la pensa, la scrive e la fa con l'entusiasmo e la voglia di farla. 
Le canzoni sono scritte da Pino Marino che cura la direzione artistica insieme ad Andrea Pesce (e sua, tutta sua, la magia e la leggerezza del pianoforte). Dal 4 novembre, lo si può finalmente trovare in vendita in tutti i negozi. E ne sono così felice perché non ha senso avere tra le mani qualcosa di bello e non avere nessuno con cui parlarne.
MP

RadioFandango / Edel 2005 (nei negozi di dischi)
http://www.pinomarino.org/



Kate Bush - Aerial

Kate Bush
"Aerial"

Be', non capita mica tutti gli anni di avere tra mano un piatto ricco come il nuovo album di Kate Bush. Una cucina colma di prelibatezze. Appena oltre la porta ne filtrano i profumi... E tu lì che aspetti, da dodici anni. Che dire, ne escono portate per due pranzi. E c'è da mangiare per tutti senza fare indigestione, perché la materia prima è ispirazione
genuina e l'arte alchemica di Kate rende unica anche la ricetta più tradizionale. Anche il pop più pericolosamente orecchiabile (l'irresistibile riff di How To Be Invisible), anche la canzone cinquecentesca potenzialmente più stucchevole (l'impeccabile, filologica e magica Bertie), anche la ballad piano e voce potenzialmente più noiosa o (ombelicalmente) strana (Mrs Bartolozzi, elegiaca casalinga). Invece tutto fluisce necessario, traccia dopo traccia, e anche il pezzo che inizialmente ti coinvolge di meno, ascolto dopo ascolto ti rapisce, in un crescendo di scoperte: raffinatezze melodiche e armoniche, squisitezze poetiche (mai fini a sé), scelte d'arrangiamento, produzione, esecuzione che sarebbe impossibile pensare diverse. La signora Kate è tornata allo scoperto, romantizzando il quotidiano.
FF

Emi (doppio cd - nei negozi di dischi)
http://www.katebush.com/



Carlo Fava - L'uomo flessibile

Carlo Fava
”L’uomo flessibile”

Se avete bisogno di un disco per convincervi che la canzone italiana ha futuro, pigliatevi "L'uomo flessibile", terzo lavoro di Carlo Fava. Lo metterete sul piatto e, che fuori sia una bella mattina estiva o una bigia sera fredda, troverete subito di che interessarvi, divertirvi ed emozionarvi - e di lì farete una dannata difficoltà a rimetterlo nella custodia. 
Carlo Fava voce malleabile, talento al pianoforte e nel tenere il palco, a metà fra il teatro e la canzone (e se gli puntate il dito su Gaber, vi risponderà facendo, con naturalezza, un omaggio al di là del grande Grigio). Carlo Fava che scrive da sempre con Gianluca Martinelli e che da anni ha la fiducia e la collaborazione di Beppe Quirici (che nel disco suona con la sua squadra: Martina Marchiori, Elio Rivagli, Armando Corsi..). Ritroverete almeno un amore nella morbida “Sotto il quadro di Chaplin”, vi farete travolgere dalla potenza de “La palude” (con sotteso riferimento a Sofri), riconoscerete Lolli alla fine de “Se fossi il futuro”, sghignazzerete con “L’Italia non legge”, non potrete che concordare con l’elegante indignazione di “Metroregione”… Insomma, un artista a tutto tondo e un gran bell'album in riva al Naviglio: avrete ragione ad innamorarvene.
GF

EMI Music 2004  (nei negozi di dischi)
http://www.carlofava.it



Petra Magoni e Ferruccio Spinetti - Musica nuda

Petra Magoni e Ferruccio Spinetti
”Musica Nuda”

Sono bastati 40 minuti di diretta radio nazionale a Petra Magoni e Ferruccio Spinetti per conquistare la Francia e mandare il loro "Musica Nuda", quasi sold-out, in terza posizione nel circuito FNAC. Il progetto e' decisamente originale e coraggioso: quindici cover realizzate esclusivamente con voce e contrabbasso. Possibile? Certo, a patto che la voce sia quella dolce e potente di Petra e che il contrabbasso vibri grazie alla bravura ed alla tecnica di Ferruccio. E allora diventa un piacere tutto nuovo rileggere i Beatles e Battisti, immaginare l'ostinato di charleston sotto il manifesto della disco "I will survive", chiedersi cosa ne penserebbe Sting di questa scarna Roxanne o apprezzare tutti i colori della voce di Petra nei due brani di Monteverdi. Deliziosa, poi, la cover de "La voce del silenzio", resa celebre da Mina e cantata in un Sanremo di tanti anni fa da Tony del Monaco, abbinato nell'occasione a Dionne Warwick. Niente paura se non la trovate in scaletta, si tratta di una "traccia fantasma". Basta godersi fino all'ultima nota "Imagine", lasciar correre ancora un po' il counter e - come per magia - il live di questo brano vi entrera' dolcemente nel cuore. E, prima che ve rendiate conto, lo avrete gia' rimandato da capo una decina di volte. Ah, il disco costa appena dodici euro, alla faccia delle megaproduzioni presentate a Londra.
MC

Storie di Note 2004
(nei negozi di dischi)
http://www.storiedinote.com/new/artisti/magoni_spinetti/magoni_spinetti_main.htm



Paolo Conte - Elegia

Paolo Conte
“Elegia”

Ascoltando “Elegia” pensavo: ecco un disco che non consiglierei mai a chi Conte lo ha ascoltato poco. Non suggerirei mai di cominciare da qui. In fondo è un disco scarno, essenziale: un uomo e il suo pianoforte. Te lo dice già la copertina.
Chi si aspettava di trovarci gli arrangiamenti orchestrali di ampio respiro ne rimarrà deluso... ma poi ti accorgi che sono lì raffinatissimi e sommessi. Te ne accorgi quando ti arriva il violoncello, come uno spasmo, un graffio, a sottolineare il non detto, quando la batteria vibra, come un tuono di temporale lontano, l'accelerazione e l'incalzare di un treno.
Chi cercava qualcosa stile "Max" o "Reveries" capisce però di averla trovata subito: Elegia. Ma come si fa a scrivere qualcosa di tanta bellezza con solo 4 o 5 accordi base?
Chi sperava di ritrovarci la leggerezza e l'ironia di "la giarrettiera rosa" rimarrà perplesso... ma sono là ne "La vecchia giacca nuova". 
C'é tutto Conte in “Elegia”. Ridotto all'essenziale, ai minimi termini. Che poi sono i massimi.
Non è un disco facile, non entra al primo ascolto. Forse neppure al secondo. Ma al terzo sei già lì dentro. Come in un film, la musica diventa cinema e arrivano echi e suggestioni di un film in bianco e nero, a tratti anni ' 30, semplice e profondissimo allo stesso tempo.
Cos’altro dire: “Elegia” già mi appartiene, il mio tempo di ora in un fermo immagine, la mia storia su pellicola.
MP

Warner 2004
(nei negozi di dischi)
http://www.paoloconte.it



Marianne Faithfull - Before the poison

Marianne Faithfull
"Before the Poison"

Dopo il bacio, il veleno. A quattro anni dall’elettronico “Kissin’ Time”, torna lady Marianne Faithfull e la sua voce di cartavetro. A quasi 60 anni, dopo una vita di eccessi e abusi, la ex groupie di Mick Jagger e dei Rolling Stones, icona della swinging London più acida e chic, è veramente un'interprete da brivido, nonché un'autrice e ispiratrice di canzoni struggenti e originali. Eleganti, malinconiche, mai banali, suadenti, cantate con la sua inconfondibile voce dolente e graffiata, le canzoni di "Before the poison" formano una sorta di elegia in musica del "disincanto occidentale". Dentro c'è un distillato della migliore canzone d'autore anglosassone: vibrazioni acustiche, giri di basso acidi, ballate tristi, echi di Kurt Weill, fraseggi di blues metropolitano, frammenti poetici in stile Velvet Underground, riverberi di Nick Drake. E gli autori di grido che hanno scritto per lei, da Nick Cave a PJ Harvey (ma c’è anche Damon Albarn dei Blur), sembrano particolarmente ispirati e sulla stessa lunghezza d'onda della loro musa. Se “The Mystery of Love”, “Crazy Love” e “Last Song” sono ballate agrodolci di nuda e arcana bellezza, “No child of mine” è un ipnotico gospel moderno, mentre la quasi sperimentale “Desperanto” è un cupo affresco contemporaneo, a metà strada tra il rap d’autore e la poesia in musica di Patti Smith
Anche in relazione alle pagliacciate fuori tempo massimo del baronetto Jagger, che sia Marianne - oggi -
la vera pietra rotolante, lucida e con ancora qualcosa di interessante e di emozionante da raccontare?
MF

Naïve 2004 (
nei negozi di dischi)



Fabio Caucino - Immagini da sopra il cielo

Fabio Caucino
”Immagini da sopra il cielo”

Da molti anni impegnato in concerti che lo hanno visto girare nella sua Torino e in tutta la penisola, ottenendo riconoscimenti di critica e di pubblico e vincendo svariati premi, Fabio Caucino pubblica nel 2004 il suo esordio solista. Dopo diverso tempo alla guida degli Animamagra, ora il “Caucio” si propone con un disco che esprime pienamente la sua anima di chansonnier - a tratti ironica - immerso nei suoni un po’ retrò, di tradizione franco-piemontese. Compositore, chitarrista e cantante si fa accompagnare nel suo viaggio da musicisti del calibro di Armando Corsi e Fabio Boltro.
Disco ben suonato, dai testi brillanti, contiene gemme come ”Disarmante” e “Prendo tempo”: canzoni che lasciano il segno e lanciano Caucino nel mondo della musica d’autore; e brani come “Margarita” e “Balla balla” che vi trascineranno (soprattutto dal vivo).
Un nuovo interessante cantautore. Da non perdere di vista.
DB

R & G Zedde 2004 (Euro 13,00 - acquisto on-line sul sito http://www.zedde.com)
http://www.fabiocaucino.com



Fiorella Mannoia - Concerti

Fiorella Mannoia
“Concerti”

I dischi della Mannoia non necessitano ormai più di pubblicità, perché le qualità della “signora della canzone d’autore” han saputo conquistarsi (perché può succedere, vivaddio!) il grande, sempre più grande, pubblico. Ma questo disco si merita segnalazio, perché rappresenta un momento davvero particolare per la carriera della roscia romana. Secondo live della sua discografia, la fotografa infatti nel suo miglior stato di forma di sempre, quanto a capacità e consapevolezza. Una Mannoia sorprendentemente sorridente e versatile, gustosa di una band che annovera i fiati di Maurizio Giammarco e Marco Brioschi, e che s’è sbizzarrita a pescare da repertori di autori fra loro anche molto distanti. C’è molto Paolo Conte, bestia difficile per una donna, ci sono gli immancabili De Gregori e Ruggeri, nuovi sapori sudamericani e vini francesi (Farres, Veloso, Paris Combo), ci sono addirittura Bob Marley e Manu Chao, e poi splendide versioni di “Chissà se lo sai” di Ron, “Senza ‘e te” di Pino Daniele e “Metti in circolo il tuo amore” di Ligabue. E anche nuovi affondi nel repertorio fossatiano, fra cui una spettacolare “Panama”. Imprescindibile per i fan, veramente notevole per chiunque abbia voglia di prendere lezioni da una grande interprete forte come mai prima d’ora.
DF

Durlindana/Sony Music 2004
(nei negozi di dischi)
http://www.fiorellamannoia.it/



Quintorigo - In cattività

Quintorigo
"In cattività"

Disco non proprio facilissimo, molto sperimentale e a tratti persino teatrale, “In cattività” è un lavoro ricco e intenso, molto vario e suonato benissimo… così come i Quintorigo ci hanno sempre abituato.
All’interno, una vera e propria suite (Rap-tus), alcune cover sorprendenti (Night and day di Cole Porter e Clap Hands di Tom Waits) e molte canzoni originali e di forte impatto; su tutte ricordiamo la trascinante "Neon-sun" e la coinvolgente “Illune”, che vede la partecipazione di Ivano Fossati (presente anche in “Dimentico”). 
Album molto strumentale, dove la voce di John di Leo è anch’essa uno strumento, splendidamente “impazzito”. 
Per chi ama la musica "alta" e vuole lasciarsi trasportare in luoghi inusuali (...e ha voglia di divertirsi!).
GB

Universal 2003 (nei negozi di dischi)
http://www.quintorigo.it



Mauro Pagani - Domani

Mauro Pagani
“Domani”

Un disco stratificato, coltivato a lungo e che alla fine riesce a fermarsi un passo prima dal diventare un best delle mille passioni esperite. Una (signorile e attenta) acrobazia, che ci si presenta come un caleidoscopico mappamondo musicale, visto che abbiamo a che fare con un infaticabile polistrumentista (autore ma anche produttore, esecutore, direttore artistico di festival, compositore di jingle pubblicitari e colonne sonore per il cinema, musiche per teatro, radio, televisione…) che ha attraversato gli ultimi quarant’anni delle nostre note, dal rock progressive alla canzone d’autore passando per la worldmusic. Tre voci ospiti (Morgan, Raiz e Ligabue); affondi nella poesia e nella letteratura (T.S. Eliot, Allen Ginsberg, Sandro Penna…); istanze rock, pianoforti classicheggianti, magmi elettronici, ritmiche profonde. Un disco d’autore, pluripremiato, che ha riportato Pagani al gusto del canto e soprattutto alla gioia di fare l’artista “per sé”. E nella cui traccia d’incomincio e titletrack, specialmente, ritroviamo eco di due stimati personaggi, Ivano Fossati e Peter Gabriel (con cui non è detto che in un futuro.. chissà.. - “..dove sarò domani, dove sarò..”).
DF

NUN 2003
(nei negozi di dischi)
http://www.mauropagani.com



Radio Dervish - Centro del Mundo

Radio Dervish
"Centro del mundo"

"E chiamai disordine / Quelle armonie in me / Credevo all'abitudine…" Un disco mediterraneo nel vero senso della parola. Italiano, arabo, inglese, francese, spagnolo si mischiano, si confondono, si sovrappongono e raccontano. L'Italia del sud incontra l'Africa del nord e ne nasce un connubio felice. Testi in più lingue, arrangiamenti acustici e mediterranei, chitarre, organetti, violini, bouzoki,  canzoni che raccontano storie, città, amori. I brani sono 14 di cui 2 in versione doppia, tra tutte "L'esigenza" sensuale canzone d'amore (i versi all'inizio), da riascoltare più e più volte. I Radio Dervish sono Nabil Salameh e Michele Lobaccaro, agli arrangiamenti collabora Alessandro Pipino. Nel disco hanno suonato anche Zohar Fresco e Massimo Zamboni.>
Contiene inoltre "In acustico", registrazione di un concerto del 2002 che ripropone anche dei brani degli Al Darawish la formazione precedente ai Radio Dervish.
MT

Cosmasola - Il Manifesto 2002
(nei negozi di dischi)
http://www.radiodervish.com



Jane Birkin - Arabesque

Jane Birkin
"Arabesque
"

Un omaggio affettuoso all'ex marito mai dimenticato, il timido, maledetto, geniale Gainsbourg. Un vestito nuovo, profumato di spezie e di Maghreb, per alcuni pezzi del repertorio proprio e di quello di Serge, pescando tra classici e perle nascoste. Una serata d’addio (il disco ricalca un concerto che ha girato con successo in tutto il mondo) più tenero che celebrativo, più sensuale che triste, in onore dell’“uomo con la testa di cavolo” che è stato il suo pigmalione, compositore, complice, nonché compagno di avventure, trasgressioni e poesie. Tutto questo è “Arabesque”, il disco con cui la splendida quasi sessantenne Jane Birkin, intensa ed infantile come trentacinque anni fa, riesce nell’impossibile: unire l’intelligenza musicale e la capacità melodica dell’ebreo russo Gainsbourg (un’icona e un riferimento per generazioni di musicisti e di spiriti liberi) alle ritmiche ipnotiche e danzanti della musica araba, suonata da un ensemble di raffinati strumentisti già a fianco di Cheb Mami e Khaled. “Elisa” da inno yé-yé diventa una cantilena invitante e maliziosa; “Couleur café” perde l’originale esotismo coloniale e si trasforma in un danzon cubano in stile “Buena Vista”. “Comment te dire adieu” si rivela per quel che è: una canzone senza tempo. Le ballate più sofferte (da “Amour des feintes” a “Baby alone in Babylone”), interpretate da quella voce da gattina sempre sul punto di rompersi, si colorano di tutte le sfumature del fascino e del mistero, lasciando intatta la loro intrinseca malinconia.
MF

Capitol 2002 (nei negozi di dischi)
http://www.janebirkin.net



Yo Yo Mundi - Alla bellezza dei margini

Yo Yo Mundi
“Alla bellezza dei margini”

Il disco più completo e maturo del gruppo monferrino – complice, e si sente, il regista dell’acustico Beppe Quirici (che si porta dietro Elio Rivagli, Martina Marchiori e Claudio Fossati). Il folk saltellante fra l’erba si sposa ad atmosfere più raccolte e d’autore senza far avvertire lo scarto, anzi - “idea fragrante” - acquistando esperienza ed equilibrio rispetto ai precedenti (ed ne “L’impazienza” ricorderete un paio di sgambate di Fossati, quiricimunito). La voce di Paolo Archetti Maestri, la batteria di Eugenio Merico, la fisarmonica di Fabio Martino, il contrabbasso di Andrea Cavalieri e le chitarre di Fabrizio Barale si guardano intorno “a fianco di chi si batte per un altro mondo possibile: il disco é dedicato ai margini e alla loro bellezza, alla malinconia e all'energia che raccontano, al sollievo di speranza che spesso nascondono agli occhi distratti”. Le canzoni descrivono o immaginano profumate storie raccolte negli angoli o in tuffo sull’onda, a braccia aperte sotto il sole, agili come una danza di pescispada e riflessive come quattro passi fatti nell’ombra. Il miglior prodotto Yo Yo Mundi, che necessitavano di una mano che ne assestasse le intenzioni e i modi, e che possono crescere ancora.
GF

Mescal 2002
(nei negozi di dischi)
http://www.yoyomundi.com



Cristiano De Andrè - Scaramente

Cristiano De Andrè

Scaramante”

A più di sei anni dal precedente "Sul confine", Cristiano De Andrè torna con un disco che mostra, ora più che in passato, maggiore forza e consapevolezza. "Scaramante" contiene canzoni molto diverse tra loro ma con un filo conduttore che rende omogenea l'intera opera: da “Buona speranza” (il mondo visto prima con gli occhi da ragazzo e ora con lo sguardo di un uomo) a “Lady barcollando”  la canzone che - dice - più lo rappresenta in questo momento e con cui ci urla la sua rabbia. Una bellissima ballata è “Fragile scusa”, uno sguardo dentro di sé e ai propri sbagli. Ospite "di casa" è poi la sorella Luvi, splendida voce ne “Le quaranta carte”, la chiave di lettura di tutto l'album (la scaramanzia che oggi prende il posto della fede). Ci sono anche due richiami - più o meno impliciti - al padre scomparso l'anno precedente: “Sempre anà” con il suo ritornello in genovese, e l'illuminata ed emozionante “Il silenzio e la luce”. Fino a “La diligenza”, un reggae che richiama le tematiche dell'accoglienza e della solidarietà, una denuncia contro la pena di morte.
Siamo di fronte ad un bel disco, frutto anche dell'aiuto di ottimi musicisti e co-autori come Daniele Fossati e Mauro Pagani. E soprattutto Oliviero Malaspina a Stefano Melone, autore di molti brani il primo, produttore artistico il secondo.
DB

Edel Target 2001 (nei negozi di dischi)
http://www.cristianodeandre.com



Samuele Bersani - L’oroscopo speciale

Samuele Bersani
”L’oroscopo speciale”


La leggerezza di Bersani non è pensosa ma è profonda e ne "L'oroscopo
speciale" è al massimo dell'equilibrio: diventa un'arte, arte di vedere e
pensare le cose da sopra ma senza pregiudicare la precisione del ritratto. I versi si spalmano e si arrotolano calibratissimi su una metrica a volte azzardata e i testi arrivano da un italiano modernissimo, in immagini oblique e spiazzanti, intellettuali senza essere mai presuntuose né banali. Le fidate filastrocche ci sono ancora ma sono maturate e hanno raggiunto la vetta dove possono fare degna e complice compagnia alle sorelle più serie, ma per fortuna mai seriose. 
"Il pescatore di asterischi" e "Replay" (capolavoro in stato assoluto di grazia, ogni ascolto è ormai per me una strizzata all' anima) rappresentano anche nella track list gli estremi di questo spettacolo di album, che fra questi opposti scivola via
come una nuotata liberatoria e fertile. "L'oroscopo speciale" è il mio compagno di banco, è la mia età che festeggia convinta con un sorriso mezzo amaro i suoi trent'anni, anche se difficili; è musica da cui imparo non perché si mette a fare la maestra ma perché la semplice condivisione ci insegna chi siamo senza "perdere tempo a cercare il senso gravitazionale che non c'è".
SB

BMG 2000 (
nei negozi di dischi)
http://www.samuelebersani.it



Gianmaria Testa - Lampo

Gianmaria Testa
”Lampo”

Il Lampo Testiano (terzo lavoro del capostazione di Cuneo) è come un caro amico che ti capita di vedere ogni tanto, al quale dai appuntamento nei  vapori di una piola scampata alle false lusinghe di moderni restyling, dove l'unico rumore di fondo è il brusio dei suoi avventori; un amico con il quale tra un calice di rosso (del Piemonte) ed un tagliere di formaggi (d'alpeggio) e qualche insaccato soffocato dal rumore croccante del pane cotto di brace,  fare l'inventario del tempo che passa.
Immagini forti (Polvere di gesso), brume romantiche (gli amanti di Roma), silenzi  dell'anima (Quello che vale) echi fossatiani (comete), scorci lontani (L'albero del pane) ed altri paesaggi da lasciarsi raccontare... Musiche scarne, essenziali, contorno e trama del racconto.  Da ascoltare, riascoltare, e lasciarsi riscaldare.  Consigliatissimo!
FD

Warner 1999 (nei negozi di dischi)
http://www.gianmariatesta.com



Andrea Chimenti - L'albero pazzo

Andrea Chimenti
"L'albero pazzo"


Compito difficile quello di "recensire" un album, specie quando occupa un posto tanto alto nella mia personalissima classifica. Perché quest'"albero pazzo" l'ho osservato, "annusato" e abbracciato innumerevoli volte, dal finestrino della mia macchina, nei miei viaggi solitari, e (per ciò stesso) introspettivi. La voce di velluto di Chimenti, profonda e avvolgente, una delle più belle del panorama italiano, che basterebbe a giustificare l'acquisto del cd (qualunque ne fosse il contenuto), riempie e completa queste poesie, che non ci si stanca mai di ascoltare, fatte di immagini luminose ("Era il momento"), di abiti già indossati, di atmosfere struggenti e livide ("Senza un'alba"), di occasioni ultime ("Ora o mai"), di carta frusciante e preziosa ("Carta di riso"), di dolorosa denuncia ("E lasciatemi stare") della voce di David Sylvian che arriva a impreziosire, inaspettata ("I have waited for you"). E anche quando, nell'unico caso, ("Si dirada la nebbia") la canzone sembra partire sottotono, le parole risultano (personalmente!) difficili da ascoltare, dirompe improvvisa la musica a emozionare, ancora una volta, l'ascoltatore. Un cd in cui specchiarsi e trovare conforto e scaldarsi un po', che consiglio di ascoltare (se non si fosse capito) con "urgenza"! 
GM

CSI 1998 (nei negozi di dischi)
http://www.andreachimenti.it



Piccola Orchestra Avion Travel - Vivo di canzoni

Piccola Orchestra Avion Travel
“Vivo di canzoni”

Gli Avion Travel sono così: vivono di canzoni (e le suonano magistralmente); le loro canzoni sono incredibilmente vive (l’improvvisazione è elemento fondamentale della band), la dimensione dal vivo è quella che gli permette di dare il massimo (per i motivi di cui sopra e per l’emozionante e divertente teatralità del vocalist e front-man Peppe Servillo).
Così questo loro disco dal vivo - suonato e registrato quasi come fosse in studio, perfetto e caldo al tempo stesso - è l'ottima sintesi di anni di percorsi musicali, ricerche, tour infiniti, progetti più disparati (dalle colonne sonore alle molte collaborazioni esterne al gruppo).
E questo “Vivo di canzoni” contiene la summa della loro produzione fino al 1997. Molti brani originali e due cover entrate perfettamente nelle corde della band: "Cosa sono le nuvole" a firma Pasolini / Modugno e "Storia d'amore" di Celentano. Partendo dall'inedito “Dormi e sogna” che gli ha fatto vincere meritatamente il Premio della Critica al Festival di Sanremo. Palco quest’ultimo decisamente atipico per la piccola orchestra, sicuramente più a suo agio nelle tante presenze al Club Tenco. E nella dimensione live dei loro concerti, da non perdere assolutamente.
GB

Sugar 1997 (nei negozi di dischi)
http://www.avion-travel.net



Peter Gabriel - So

Peter Gabriel
"So"

Estate 1986. Due ragazzini su un materassino blu si allontanano dalla riva; in spiaggia, intanto, gli altoparlanti diffondono una canzone: "Sledgehammer". 
Con "So" inizia il mio viaggio intorno all'universo gabrielliano, un album in cui Peter sembra voler uscire allo scoperto, mostrandosi senza maschere. L'attacco di "Red rain" e' una potente, avvolgente cascata in cui la voce di Peter trasporta con sicurezza verso due classici: l'ironia geniale di "Sledgehammer" e "Don't give up"- splendido duetto con l'amica Kate Bush del cui abbraccio sembra aver bisogno per cantare il proprio smarrimento. Il capolavoro arriva con "Mercy Street" ed è un incanto sospeso tra poesia e realtà. "In your eyes" è il miracolo dell'amore che si rinnova e dal vivo, esplode in una danza africana cui è impossibile resistere. Un bell'album con un suono nuovo ma senza strappi: è solo l'evolversi di chi non è mai stanco di esplorare il mondo intorno e dentro di sé.
SR

Virgin 1986 (nei negozi di dischi)
http://www.petergabriel.com



Robert Wyatt - Old Rottenhat

Robert Wyatt
"Old Rottenhat"

Quando mi innamorai della musica di Robert Wyatt comprai, nel giro di poche settimane, diversi titoli. Tipico atteggiamento da bulimico musicale che, fortunatamente, l'età e le ristrettezze economiche hanno corretto. Insomma, mi legai immediatamente a "Shleep", a "Rock Bottom", all'omaggio che gli tributò il Consorzio Produttori Indipendenti, ma questo "Old Rottenhat", così scarno, proprio non riuscì ad andarmi giù. Be', l'ho rimesso nel lettore oggi, dopo molto tempo che non gli concedevo un'altra possibilità. Epifania. Una tastierina con un suonino del cavolo, cianfrusaglie percussive tra cui anche qualche tamburo, la voce. Stop. Non c'è altro in questo manifesto anticapitalistico e antimperialista uscito dalla fantasia indignata di Wyatt alla metà esatta degli anni Ottanta. Ma quel che c'è basta. Di più: è giusto. Inutile cercarvi la policromia di "Rock Bottom". Qui si parla di cose crude: è necessario spogliarsi del superfluo. 
FF

Hannibal 1985
(nei negozi di dischi)
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